ESISTENZA E PENSIERO. APPUNTI SU HEIDEGGER
La prospettiva di Heidegger
rinvia ad un approfondimento del senso dell’essere, che decreta il tramonto
della prospettiva metafisica.
Nel suo approcciarsi alla
questione dell’essere Heidegger è animato dall’insofferenza a creare un sistema
filosofico totalizzante, alla maniera hegeliana.
Entrando nel merito,
l’esistenzialismo di Heidegger tende a
ridimensionare l’importanza di tutte quelle realtà che non sono direttamente
riferibili all’esistenza. In questo senso, l’essere dell’uomo viene ad imporsi
come l’argomento centrale di una ricerca definita non casualmente “analitica
esistenziale”.
Nella prospettiva
esistenzialistica heideggeriana l’uomo è la sua situazione, oggetto passivo di
un destino che lo sovrasta e determina come progetto “gettato”, non più teso a
raggiungere il cielo ma irrimediabilmente legato alla terra.
Mentre dal punto di vista
della tradizione metafisica l’essere dell’ente – e quindi anche dell’esistente – si rinviene a partire dal
suo rivelarsi, non nel senso della dissolvenza ma come luce che appare
nell’oscurità e determina il giorno. Nell’ottica nichilistica heideggeriana
l’ente convive con una nientificazione (Nichtung)
legittimante, che non corrisponde al non-essere, bensì al niente (nihil) del nichilismo.
Heidegger considera il
nichilismo come valore di senso, accanto all’esistenza che emerge dal nulla, al
contrario, la metafisica tradizionale non tematizza esplicitamente il nulla,
visto essenzialmente come non-essere, né l’esistenza come esser-ci.
Il niente dell’ente è visto
dal primo Heidegger – l’Heidegger di Essere
e tempo -come forma che determina e non come vuoto che nega, ma nel
determinare nega il porsi dell’essere in quanto fenomeno sganciato
dall’esistenza. Infatti il mondo e l’esistenza (Dasein) non sono due prospettive alternative, ma s’incontrano
nell’essere-nel-mondo.
Di Domenico
Turco - TUTTI I DIRITTI RISERVATI@

Ma non mi convince quella prospettiva di un 'oggetto passivo di un destino che lo sovrasta e lo determina come progetto gettato, non più teso etc.' Passivo chi? Un pianista è passivo di fronte alla tastiera? Uno scultore di fronte alla pietra? Forse un pensatore con abiti cattedratici. E noi qui che ci passiamo gli stessi abiti :)
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