L'ARTE IMMORTALE DI LILLO TURCO
Tentare
di definire il mondo artistico di Lillo Turco farebbe correre il grave rischio
di impoverirne il messaggio, che rinvia ad una complessità eloquente e
visionaria, fluida e ricca di colori, umori, sapori, tutti elementi dinamici
che nel loro vario intrecciarsi producono una straordinaria avventura
figurativa, che ci accingiamo con viva passione ad esplorare.
La
prima caratteristica di Lillo Turco è l’imprevedibile connessione tra arte ed epos.
Nell’epoca della foucaultiana incredulità verso le metanarrazioni l’artista siciliano realizza
trasgressivamente proprio l’esatto contrario: si apre alla fede nel mito, il
racconto dei racconti, e lo fa decantando l’Assoluto in forme visibili, che accendono
la fantasia dell’osservatore svelando nel contempo nuove vie d’accesso alla
verità.
Lillo
Turco esporta in arte il modello del metodo
mitico diffuso nell’ambito letterario del Novecento e portato a pieno
sviluppo nel postmodernismo. È un metodo che rinvia al mito non per celebrare
la tradizione ma per distruggerla, nell’ottica di una distruzione come e in
quanto decostruzione di codici simbolici scomodamente ereditati dalle ingombranti
iconografie del passato. Rinnegare la tradizione è l’unico atto che può farla
rivivere e prosperare. Perché l’abbattimento degli idoli libera nuove energie e
rende necessaria la creazione di una nuova visione del mondo e della verità, che
Lillo traduce nelle straordinarie immagini impresse sulla carta grazie ad una
tecnica rara, la migliore alleata di un artista che comunque oltrepassa i limiti
della pura accademia. Il suo fine non è di stupire con effetti più o meno speciali
ma si pone un altro grande obiettivo: produrre emozioni talmente forti da
cambiare la prospettiva dell’osservatore per sempre. E non parlo per
solidarietà familiare, visto che ho l’onore ma anche l’onere di essere fratello
di un artista così fuori dal comune; tuttavia direi di lui le stesse cose,
anche se a legarci non fosse il DNA, e le direi perché Lillo Turco è
oggettivamente un artista diverso da tutti gli altri, che spicca per
originalità, fantasia e profondità dei temi trattati.
Sono
molte le opere che meritano particolare attenzione. Ma per spiegare chiaramente
l’esperienza artistica di Lillo Turco ne scegliamo una delle più notevoli, Darkness (oscurità, tenebre, in inglese)
nella quale domina il tema del male. Tuttavia Lillo non svolge tale soggetto in
maniera letterale, non affronta il male con un’allegoria visiva immediatamente
riconoscibile, ma crea una complessa location
figurativa estremamente ricca di riferimenti simbolici alla tradizione spirituale,
all’esoterismo, alla magia e persino alla demonologia, entro un’ottica di
apertura interrogante al mito e al problema religioso.
L’opera
caratterizza il rapporto bene/male in termini fortemente dialettici; il
dualismo è “tradotto” nel linguaggio dei segni e soprattutto dei colori. Da
notare, ad es., il simbolismo delle acque rosse, in basso, e del cielo azzurro,
in alto: inferno e paradiso, mondo infero e sfera celeste, negatività e
positività, bene e male, etc… Sono molteplici le chiavi di lettura dell’opera
che possiamo individuare analizzando i particolari. Particolari che, diversamente
da quello che si riscontra nel caso di un mosaico bizantino, non sono solo
funzionali all’insieme, ma hanno valore in sé, come opere nell’opera, piccoli dipinti
che andrebbero osservati con attenzione perché arricchiscono ulteriormente la
percezione di ogni singolo quadro.

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