"NIETZSCHE ALLA PORTATA DI TUTTI": S. O'Hara
“Nietzsche alla portata di tutti” (Armando Editore,
Roma 2007) della studiosa statunitense Shelley O’Hara è un’interessante
introduzione alla vita e al pensiero di uno dei principali filosofi
contemporanei. L’opera, curata dal prof. Piergiorgio Sensi, autore anche del
capitolo conclusivo, ricostruisce passo dopo passo la straordinaria avventura
umana, intellettuale e speculativa di Friedrich Wilhelm Nietzsche, con un
piglio volutamente didattico,
intendendo comunque l’aggettivo non come sinonimo di scolastico, ma nella sua accezione
più neutra. In effetti la O’Hara non si accosta al grande profeta della morte di Dio accettando supinamente le
sistemazioni accademiche, e propone anzi un’interpretazione molto originale
delle tesi nietzschiane, pur nei limiti del carattere divulgativo proprio di un
manuale concepito con la finalità di rendere facilmente accessibile il pensiero
di Nietzsche agli studenti, e, in generale, a chi abbia la curiosità di
scoprire o riscoprire la suggestiva opera dell’autore di “Così parlò
Zarathustra” e di altri assoluti capolavori. Riteniamo che il libro possa
essere utile altresì ad approfondire l’immagine solo apparentemente archiviata
del filosofo di Rocken, aggiungendo nuovi elementi che contribuiscono ad
evidenziarne una fisionomia molto diversa rispetto a quella comunemente
accettata dalla critica.
La O’Hara sfata diversi miti, leggende metropolitane e “gossip”
spuntati come funghi intorno al “romanzo vissuto” rappresentato dal drammatico
percorso esistenziale di Nietzsche. Per es., la possibile origine sifilitica
della sua malattia, o l’insistente voce di una presunta omosessualità
nietzschiana, di cui non esiste nemmeno uno straccio di prova. Ma nel libro gli
aspetti filosofici sono preminenti, per quanto vengano affrontati soprattutto
sul piano filologico, basato sull’esposizione programmaticamente sintetica e
chiara delle strutture formali e contenutistiche dei saggi di Nietzsche.
L’aspetto che emerge prepotentemente dallo scritto
della O’Hara è l’accentuazione del valore indiscutibile di rottura
epistemologica realizzata dal filosofo tedesco rispetto sia allo stile poetico
e metaforico utilizzato, a smentire la saggistica accademica tradizionale, e
sia anche alle concezioni metafisiche del passato. Particolarmente illuminanti
le pagine sul primo grande capolavoro nietzschiano, “La nascita della tragedia:
dallo spirito della musica”. Nonostante l’influenza schopenaueriana ancora
presente, è proprio in questo saggio in cui Nietzsche delinea per la prima
volta la dialettica bipolare tra spirito apollineo, principio razionale di
ordine e armonia, e spirito dionisiaco, principio irrazionale di energia
vitalistica, caos e rapsodicità primitiva, tutti in qualche modo
ingredienti-base del genere tragico classico, incarnato paradigmaticamente in
Eschilo. La O’Hara restituisce una nuova immagine di Nietzsche, libera da
stereotipi e tuttavia rispettosa delle interpretazioni “storiche” del grande
pensatore-scrittore tedesco, la cui esperienza speculativa rappresenta uno dei
vertici della filosofia e della cultura occidentale dell’Età Contemporanea.
Di Domenico Turco – Tutti i diritti riservati@
fonte: Mondo 3 - www.mondo3.it

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