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TERRA E CIELO - da "Acque Lustrali" (2003)
... Così, volerò via così, senza
pensare a niente,
non amerò nessuno, e me ne andrò
nel Sud, quando
l’ultima rondine abiterà nel
cuore – caldo nido –
svoltando tra le nuvole,
attraversando il mare.
Ed io dovrò benedire il passaggio
delle foglie d’autunno,
l’afflizione
di una spina profonda e l’ansietà
delle stagioni, il loro ritorno
senza senso per l’ostaggio, o
l’albero,
superbi segni di splendore e
stasi.
Sì, accadrà questo domani. Ma
intanto grido,
dimenticando dello Scirocco gli
squisiti
sgarbi e le indolenti promesse,
dimenticando
– perché solo per questo val la
pena di vivere
con qualcosa di guasto dentro
l’anima,
tremula goccia di rugiada
che rammenta l’inizio e le sue
trame
nell’argento di foglie
intirizzite.
E la Vita fu: sposalizio di terra
e cielo,
sorriso di perla nell’innocente
ritratto
di chi va via nel vento,
s’allontana
da sguardi affascinati, e ti
danna al ritorno.
Brillò: e non tornerà più.
In strada, un sogno incontrò
l’alba
e – come una zona di sole
viene sommersa dalla nuvolaglia e
si perde –
svanì senza lasciare ombra.
Di Domenico Turco - Tutti i
diritti riservati(@)
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